Non cercare di diventare una persona di successo, ma piuttosto una persona di valore (Albert Einstein)

venerdì 3 gennaio 2014

Per non catturare i ladri si penalizzano gli onesti

Renzi lancia le sue proposte, riforma elettorale ed eliminazione del Senato, con un risparmio di un miliardo di euro, sollecitando il Governo ed i partiti sulla prima proposta e solleticando il M5S affinché prenda posizione sulla seconda.
Letta si spertica nel cercare di convincere  i cittadini, perlomeno quelli che ancora lo ascoltano, che il governo tramite le ultime manovre ha permesso al paese di levarsi da una china insidiosa ed ha abbassato le tasse; tutti si chiedono a chi!  Inoltre, grazie al diminuito tasso d’interesse dei nostri titoli di stato, dovuto al contrarsi dello spread, risparmieremo 5 miliardi di euro in interessi che paghiamo per il colossale debito italiano.
Napolitano, incensando se stesso e l’operato del Suo governo, sottolinea i risultati raggiunti e la bontà della direzione intrapresa, portando come esempio la finta eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti e sollecitando a far presto con le riforme, perché lui si è sacrificato assumendosi un ulteriore responsabilità accettando suo malgrado di rivestire nuovamente la gravosa carica di Presidente della Repubblica, ma se non si fa come dice lui…..
Insomma grandi dichiarazioni, proposte e propositi in prima pagina sui giornali e enfatizzati su tutte le televisioni. Qualcuno che però fa i conti e rompe le uova nel paniere c’è sempre. Così scopriamo che pagheremo mediamente 1350 euro all’anno  in più per famiglia, che sono stati sottratti soldi ai servizi all’infanzia, che sono diminuiti i fondi per i malati di SLA, che l’IMU non è ancora del tutto sparita, che le autostrade sono aumentate e che anche alla benzina è stata applicata un’altra accisa, così come sui liquori, sui tabacchi e sulle sigarette elettroniche….
Nessuna seria iniziativa che possa far sperare in un domani migliore, per esempio agendo sulla corruzione e sull’evasione fiscale che sono i più grandi mali che attanagliano l’Italia e che impediscono agli italiani di vivere in un paese normale, in un modo normale, secondo regole condivise ed applicate a tutti senza distinzioni.
In termini di giustizia, mentre si cerca di far uscire di galera un certo numero di delinquenti e guarda caso si opera per diminuire le pene per i reati «da colletti bianchi», si presenta come un importante passo in avanti la proposta di introdurre il reato di omicidio stradale. Non si tocca la Bossi-Fini ed il reato di clandestinità, che riempiono le carceri ed ingolfano i tribunali con procedimenti lunghi e farraginosi, non si modificano le norme sulla carcerazione per i reati legati al consumo di stupefacenti o ai piccoli furti, per i quali le celle sono piene di condannati, ma si sta lavorando alacremente per consentire l’impossibilità di andare in galera per reati fiscali, già adesso è molto, molto difficile.
La gravità dei crimini fiscali sta nei numeri e nelle conseguenze: ogni anno mediamente si evadono 150 miliardi di euro, altro che il miliardo previsto da Renzi e i 5 miliardi di risparmio urlati ai quattro venti da Letta, per arrivare a 150 miliardi ci vogliono almeno 10 finanziarie o, come si chiamano adesso, leggi di stabilità.
Senza questi miliardi di evasione sarebbe molto più difficile corrompere perché non sarebbe possibile accumulare tesoretti predisposti allo scopo. Tesoretti ai quali tutti, chi più chi meno, contribuiamo. «Con fattura o senza?»”, quante volte ci siamo sentiti porre questa domanda e quante volte abbiamo optato per il senza? Ma cosa comporta questa nostra scelta è presto detto, prendendo come riferimento 1000 euro di spesa il calcolo sull’ammontare dell’evasione sarà di 200 euro di Iva e 300 di Irpef (ipotizzando un’aliquota del 30%). Allo  Stato saranno stati sottratti 500 euro.
Considerando che ogni giorno, milioni di artigiani, commercianti, professionisti, piccoli e medi imprenditori, evadono con lo stesso elementare sistema, alla fine dell’anno allo Stato sono stati rubati (secondo Corte dei Conti, Eurispes, Agenzia delle Entrate) dai 100 ai 120 miliardi di euro. Ma il recupero di questi soldi non è una priorità se è vero che il complesso delle imposte evase accertate e non riscosse ammonta a 545 miliardi di euro!
Far pagare le imposte, evitare o limitare così la dilagante corruzione, non è in agenda perché ciò comporterebbe la fine dei finanziamenti personali, a quel politico o a quel partito, dei favoritismi a quell’imprenditore o a quella lobby.
Così la legge di stabilità si porta a casa 8 miliardi di euro, lo 0,4 % del debito pubblico italiano, tutti a spese degli onesti, dei più disagiati ed indifesi, mentre lascia alla «fascia protetta» di evasori, corruttori e corrotti il bottino da spartire, il 10% del PIL.

mercoledì 1 gennaio 2014

Basso profilo per l’ottavo discorso di Napolitano

Chi si aspettava un discorso che toccasse i principali problemi dell’Italia e che desse agli Italiani un minimo di speranza per un prossimo futuro un po’ meno difficile è stato deluso. Giorgio Napolitano nel suo ottavo discorso, il primo dopo la inusuale rielezione, ha elencato una serie di tematiche che gli sono state sollecitate dagli italiani che in questi mesi «hanno inoltrato al Quirinale migliaia di lettere al Capo dello Stato». Si parte da chi ha perso il lavoro ma che non ha più l’età per ritrovarlo, a chi vive da precario rischiando di restarlo per tutta la vita, sino ad arrivare al tema degli esodati «che chiedono di non essere dimenticati». Nient’altro, non un accenno al numero dei poveri che continuano ad aumentare, non una parola su coloro che si tolgono la vita perché hanno perso il lavoro e con esso la propria dignità, nessuna segnalazione di un Italia che si impoverisce, mentre c’è un’altra Italia che si arricchisce sulle spalle di questa gente che soffre. Dichiara un successo l’azione di Governo che ha permesso all’Italia di non cadere più in basso, sostiene l’importanza delle riforme che devono essere fatte e di quelle avviate come la riduzione del Finanziamento pubblico ai partiti e la eliminazione delle provincie.
Insomma il Presidente incensa il suo operato, quello dei suoi uomini e del suo governo, richiama per una frazione di secondo la situazione terribile della «terra dei fuochi» , senza accenni alle tante morti per tumore avvenute in quei territori ma si spertica a elogiare i militari nelle missioni all’estero e ricorda che i due marò detenuti in India, di cui fa nome e cognome, non saranno dimenticati.
Non una parola contro la corruzione diffusa a tutti i livelli, solo un accenno alla lotta alla criminalità organizzata ma niente contro l’evasione fiscale e solo un laconico e mesto «resterò al mio posto sino a quando le riforme saranno attuate e sino a quando le forze me lo consentiranno».
Ma a fare che?

martedì 24 dicembre 2013

Gli auguri di Letta o di latta

Nella conferenza di fine anno il Primo Ministro, Enrico Letta, si è lanciato in un panegirico dell’operato  del suo Governo, rappresentando se stesso quale baluardo della stabilità ed il Presidente della Repubblica quale maggior sponsor e garante.
Ovviamente non si è limitato a questo, ha aperto il suo discorso enfatizzando, quale merito proprio, la presa del potere da parte dei quarantenni e indicando, oltre a se stesso, anche i neo leader Matteo Renzi (PD) e Angelino Alfano(NCD) e i nuovi eletti in parlamento; un cambio generazionale che secondo Letta servirà all’Italia per salvarla dalla crisi profonda.
Ma poi poco altro che meriti di essere ricordato, un discorso pieno di promesse come al solito, «faremo la nuova legge elettorale», «chiuderò le Province e casserò quella parola anche dalla Carta» e ancora «darò lavoro, darò speranza».  Insomma un discorso carico di «vedrete…» ma assolutamente vuoto rispetto a quello che è stato fatto , certo avrebbe dovuto ricordare agli italiani che adesso stanno peggio, che per eliminare l’IMU sono aumentate le imposte e che queste sono a carico di chi già soffriva di più.  «Sapete quanto è valsa la stabilità? Cinque miliardi di euro. La somma risparmiata dagli interessi sul debito. Erano 86 miliardi l’anno scorso. Oggi sono 81. Fate voi i conti», ha detto vantandosi il buon primo ministro, senza però  dire dove sono stati presi questi miliardi, tralasciando le vergogne di tanti, troppi furbetti che con la legge di stabilità hanno sistemato questa o quella lobby, questo o quel potente, questo o quel parente.
Altro che cambio di passo dei quarantenni , questo sembra essere un segno in grande continuità con un passato di malaffare che solo i deputati e senatori del M5S, con qualche altro isolato parlamentare, cercano di contrastare.

Così mentre Il Capo del Governo cerca il consenso attraverso i media,  dopo mesi dalla tragedia di Lampedusa, isola sulla quale tutti si sono recati a fare promesse,  ci ritroviamo con le immagini di un trattamento disumano riservato ai migranti e con i detenuti nei Cie che si cuciono letteralmente la bocca per protestare contro le condizioni in cui versano.
Ma è Natale, gli Italiani si stanno preparando al pranzo o al cenone che quest’anno sarà un po’ più povero per molti e così, in questo momento, non ci resta che aspettare e accettare questi Auguri di latta….ops! di Letta.