Non cercare di diventare una persona di successo, ma piuttosto una persona di valore (Albert Einstein)

venerdì 10 gennaio 2014

Bravi Ministri

De Girolamo Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali?
Da Wikipedia : Nunzia De Girolamo, figlia di Nicola De Girolamo, direttore del Consorzio Agrario di Benevento, si è laureata in giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma. Conseguita la laurea, ha intrapreso la carriera forense, occupandosi di diritto civile, diritto del lavoro, diritto commerciale e bancario. Contemporaneamente alla pratica forense, ha collaborato con l'Università degli Studi del Sannio e con l'Università del Molise Si impegna in politica, diventando coordinatrice cittadina di Forza Italia a Benevento nell'ottobre 2007. Viene eletta deputato alla Camera dei Deputati nel 2008, nella lista del Popolo della libertà. Membro del Consiglio Direttivo del PdL alla Camera. È salita per la prima volta agli onori della cronaca per aver intrattenuto insieme con la collega Gabriella Giammanco, durante una delle prime sedute parlamentari della legislatura, uno scambio di bigliettini "galanti" col premier Silvio Berlusconi. Dal 28 aprile 2013 è ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Il 16 novembre 2013, contestualmente alla sospensione delle attività del Popolo della Libertà, aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano.
Per adesso quello che abbiamo potuto conoscere dell’attività del ministro è l’operazione Ospedale di Benevento, nella quale dopo aver convocato i vertici della ASL a casa sua li ha gentilmente invitati a mandare un ispezione al bar dell’ospedale con lo scopo di farlo chiudere e darne l’appalto ad un suo zio. il Fatto Quotidiano  ha riportato quello che la De Girolamo ha ordinato ai rappresentanti della ASL, «….mandagli i controlli e vaffanculo…..facciamogli capire che un minimo di comando ce l’abbiamo».   Ma se è in cosi buoni rapporti con l’ambiente ospedaliero non avrebbero potuto darle il Ministero della Salute?
Zanonato Ministro dello sviluppo economico?
Da Wikipedia : Flavio Zanonato é cresciuto in un quartiere popolare, proviene da una famiglia operaia e cattolica. Il suo impegno politico inizia negli anni dei movimenti studenteschi. In breve tempo diventa consigliere comunale e segretario provinciale del Partito Comunista Italiano. Nel 1993 diventa per la prima volta sindaco di Padova. Verrà quindi rieletto sindaco nel 1995. Nel 1999 si candida alla riconferma, ma viene battuto. Il 13 giugno 2004 viene rieletto sindaco di Padova al primo turno con il 53,4% delle preferenze. Il sindaco che ha aderito nel 2007 al Partito Democratico, viene riconfermato nel 2009 sindaco di Padova. Il 27 aprile 2013 viene scelto per ricoprire la carica di ministro per lo sviluppo economico nel governo Letta.
Un curriculum che la dice lunga sulle competenze di quest’uomo per dare impulso alla ripresa del nostro paese, avvalorate dalle misure intraprese dal suo ministero con il piano Destinazione Italia Sito Ministero Sviluppo , è proprio il caso di dirla con Di Pietro: Zanonato, «che c’azzecca?» .
Angelino Alfano, Ministro dell’interno?
Da Wikipedia: nato ad Agrigento nel 1970, diplomato presso il liceo scientifico Leonardo di Agrigento. Laureato in giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dottore di ricerca in diritto dell'impresa, avvocato, ha iniziato la sua esperienza politica con la Democrazia Cristiana, per la quale è stato, tra l'altro, segretario provinciale del Movimento giovanile DC di Agrigento. Nel 1994, a seguito della trasformazione della Democrazia Cristiana nel Partito Popolare Italiano, decide di aderire al neonato partito Forza Italia, che vincerà le elezioni politiche del 27 e 28 marzo dello stesso anno. Già Ministro della giustizia sotto il Governo Berlusconi, adesso con il Governo Letta riveste il ruolo di Ministro dell’interno.  
Il suo primo provvedimento come neoministro della giustizia nella quarta legislatura Berlusconi è stato il cosiddetto lodo Alfano, legge approvata il 22 luglio 2008. Unica nel panorama europeo, essa prevede la sospensione dei processi a carico delle quattro più alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera dei deputati e Presidente del Consiglio) per l'intera durata del loro mandato. La legge è poi stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale nell'ottobre 2009, per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione Italiana.
Ora Alfano è Ministro dell’interno e la sua caratura in tale ruolo è dimostrata dal caso Shalabayeva , nel quale agenti segreti del Kazakistan in collaborazione con i servizi italiani rapirono la moglie e la figlia  del dissidente Kazako  Ablyazov per riportarla in patria a disposizione del regime di quel paese. Naturalmente ad insaputa del Ministro, che ha provveduto ad individuare nel prefetto in pensione Giuseppe Procaccini il capro espiatorio ( ved l’intervista iR.it ) .
Un uomo degno del ruolo che ricopre e la lista non finisce qui…..

venerdì 3 gennaio 2014

Per non catturare i ladri si penalizzano gli onesti

Renzi lancia le sue proposte, riforma elettorale ed eliminazione del Senato, con un risparmio di un miliardo di euro, sollecitando il Governo ed i partiti sulla prima proposta e solleticando il M5S affinché prenda posizione sulla seconda.
Letta si spertica nel cercare di convincere  i cittadini, perlomeno quelli che ancora lo ascoltano, che il governo tramite le ultime manovre ha permesso al paese di levarsi da una china insidiosa ed ha abbassato le tasse; tutti si chiedono a chi!  Inoltre, grazie al diminuito tasso d’interesse dei nostri titoli di stato, dovuto al contrarsi dello spread, risparmieremo 5 miliardi di euro in interessi che paghiamo per il colossale debito italiano.
Napolitano, incensando se stesso e l’operato del Suo governo, sottolinea i risultati raggiunti e la bontà della direzione intrapresa, portando come esempio la finta eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti e sollecitando a far presto con le riforme, perché lui si è sacrificato assumendosi un ulteriore responsabilità accettando suo malgrado di rivestire nuovamente la gravosa carica di Presidente della Repubblica, ma se non si fa come dice lui…..
Insomma grandi dichiarazioni, proposte e propositi in prima pagina sui giornali e enfatizzati su tutte le televisioni. Qualcuno che però fa i conti e rompe le uova nel paniere c’è sempre. Così scopriamo che pagheremo mediamente 1350 euro all’anno  in più per famiglia, che sono stati sottratti soldi ai servizi all’infanzia, che sono diminuiti i fondi per i malati di SLA, che l’IMU non è ancora del tutto sparita, che le autostrade sono aumentate e che anche alla benzina è stata applicata un’altra accisa, così come sui liquori, sui tabacchi e sulle sigarette elettroniche….
Nessuna seria iniziativa che possa far sperare in un domani migliore, per esempio agendo sulla corruzione e sull’evasione fiscale che sono i più grandi mali che attanagliano l’Italia e che impediscono agli italiani di vivere in un paese normale, in un modo normale, secondo regole condivise ed applicate a tutti senza distinzioni.
In termini di giustizia, mentre si cerca di far uscire di galera un certo numero di delinquenti e guarda caso si opera per diminuire le pene per i reati «da colletti bianchi», si presenta come un importante passo in avanti la proposta di introdurre il reato di omicidio stradale. Non si tocca la Bossi-Fini ed il reato di clandestinità, che riempiono le carceri ed ingolfano i tribunali con procedimenti lunghi e farraginosi, non si modificano le norme sulla carcerazione per i reati legati al consumo di stupefacenti o ai piccoli furti, per i quali le celle sono piene di condannati, ma si sta lavorando alacremente per consentire l’impossibilità di andare in galera per reati fiscali, già adesso è molto, molto difficile.
La gravità dei crimini fiscali sta nei numeri e nelle conseguenze: ogni anno mediamente si evadono 150 miliardi di euro, altro che il miliardo previsto da Renzi e i 5 miliardi di risparmio urlati ai quattro venti da Letta, per arrivare a 150 miliardi ci vogliono almeno 10 finanziarie o, come si chiamano adesso, leggi di stabilità.
Senza questi miliardi di evasione sarebbe molto più difficile corrompere perché non sarebbe possibile accumulare tesoretti predisposti allo scopo. Tesoretti ai quali tutti, chi più chi meno, contribuiamo. «Con fattura o senza?»”, quante volte ci siamo sentiti porre questa domanda e quante volte abbiamo optato per il senza? Ma cosa comporta questa nostra scelta è presto detto, prendendo come riferimento 1000 euro di spesa il calcolo sull’ammontare dell’evasione sarà di 200 euro di Iva e 300 di Irpef (ipotizzando un’aliquota del 30%). Allo  Stato saranno stati sottratti 500 euro.
Considerando che ogni giorno, milioni di artigiani, commercianti, professionisti, piccoli e medi imprenditori, evadono con lo stesso elementare sistema, alla fine dell’anno allo Stato sono stati rubati (secondo Corte dei Conti, Eurispes, Agenzia delle Entrate) dai 100 ai 120 miliardi di euro. Ma il recupero di questi soldi non è una priorità se è vero che il complesso delle imposte evase accertate e non riscosse ammonta a 545 miliardi di euro!
Far pagare le imposte, evitare o limitare così la dilagante corruzione, non è in agenda perché ciò comporterebbe la fine dei finanziamenti personali, a quel politico o a quel partito, dei favoritismi a quell’imprenditore o a quella lobby.
Così la legge di stabilità si porta a casa 8 miliardi di euro, lo 0,4 % del debito pubblico italiano, tutti a spese degli onesti, dei più disagiati ed indifesi, mentre lascia alla «fascia protetta» di evasori, corruttori e corrotti il bottino da spartire, il 10% del PIL.

mercoledì 1 gennaio 2014

Basso profilo per l’ottavo discorso di Napolitano

Chi si aspettava un discorso che toccasse i principali problemi dell’Italia e che desse agli Italiani un minimo di speranza per un prossimo futuro un po’ meno difficile è stato deluso. Giorgio Napolitano nel suo ottavo discorso, il primo dopo la inusuale rielezione, ha elencato una serie di tematiche che gli sono state sollecitate dagli italiani che in questi mesi «hanno inoltrato al Quirinale migliaia di lettere al Capo dello Stato». Si parte da chi ha perso il lavoro ma che non ha più l’età per ritrovarlo, a chi vive da precario rischiando di restarlo per tutta la vita, sino ad arrivare al tema degli esodati «che chiedono di non essere dimenticati». Nient’altro, non un accenno al numero dei poveri che continuano ad aumentare, non una parola su coloro che si tolgono la vita perché hanno perso il lavoro e con esso la propria dignità, nessuna segnalazione di un Italia che si impoverisce, mentre c’è un’altra Italia che si arricchisce sulle spalle di questa gente che soffre. Dichiara un successo l’azione di Governo che ha permesso all’Italia di non cadere più in basso, sostiene l’importanza delle riforme che devono essere fatte e di quelle avviate come la riduzione del Finanziamento pubblico ai partiti e la eliminazione delle provincie.
Insomma il Presidente incensa il suo operato, quello dei suoi uomini e del suo governo, richiama per una frazione di secondo la situazione terribile della «terra dei fuochi» , senza accenni alle tante morti per tumore avvenute in quei territori ma si spertica a elogiare i militari nelle missioni all’estero e ricorda che i due marò detenuti in India, di cui fa nome e cognome, non saranno dimenticati.
Non una parola contro la corruzione diffusa a tutti i livelli, solo un accenno alla lotta alla criminalità organizzata ma niente contro l’evasione fiscale e solo un laconico e mesto «resterò al mio posto sino a quando le riforme saranno attuate e sino a quando le forze me lo consentiranno».
Ma a fare che?