Non cercare di diventare una persona di successo, ma piuttosto una persona di valore (Albert Einstein)

domenica 7 aprile 2013

Le sirene dell’inciucio

Nel momento stesso nel quale servirebbe compattezza e condivisione il PD, perlomeno alcuni pezzi del PD, sembrano divertirsi a dividere, criticare, o per meglio dire criticare per dividere.
Chi ha interesse, dopo il risultato elettorale deludente ma comunque che vede il PD avere la maggioranza assoluta alla Camera e quella relativa al Senato, a dividere e indebolire il PD?
La risposta è semplice: i poteri forti, quelli che spingono nell’ombra, ma non troppo,  quei politici che non sono mai stati concordi sulla linea sinistrorsa del Segretario. Ricordiamoci della visita di Renzi a Arcore, dell’atteggiamento da tappetino di Letta nei confronti di Monti, le tentazioni di governo col PDL di  D’Alema, Violante e Franceschini.
Bersani ha dato fastidio all’interno del suo partito, ha fatto eleggere Presidente della Camera la Boldrini al posto di Franceschini e ha fatto nominare Grasso presidente del Senato al posto della Finocchiaro!
Tutti questi personaggi che vorrebbero l’inciucio sono spinti non dalla voglia di fare il bene del paese, ma da personalissimi calcoli di convenienza. Con Bersani che tratta con Grillo e che fa una politica di “sinistra”, questi pseudo salvatori della patria, responsabili dell’ultima ora, sarebbero fuori!
Altro che responsabilità. Nel momento del tentativo di svoltare verso un’ Italia più giusta, più vicina ai bisogni della gente, più moderna, all’interno del PD si levano gli scudi contro il Segretario.
Bersani avrà sbagliato qualcosa, ma di certo non è stato supportato da chi avrebbe potuto e dovuto dargli piena collaborazione, nemmeno da quel Capo dello Stato che sembra sempre più schierato a destra e più che a garanzia del rispetto della Carta Costituzionale sembra dedicato a garantire l’impunità  di Berlusconi e la propria figura.
Continuo a pensare che un accordo con il PDL significherebbe la fine del PD e purtroppo una sconfitta completa dell’Italia progressista e del cambiamento in favore della peggiore oligarchia dei poteri forti e corrotti.
Il PD non sembra accorgersi del baratro e Grillo ha perso il primo treno in direzione cambiamento, non avrebbe viaggiato in prima classe, forse non avrebbe avuto la compagnia migliore ma non sappiamo se e quando ne passerà un altro!

domenica 31 marzo 2013

L'inciucio del Presidente

Ieri il blitz di Napolitano ha fatto riemergere le paure degli italiani che avevano sperato in un cambiamento. I 5 stelle ed il PD avrebbero potuto mettere a segno una serie di provvedimenti che nesssun altro si sarebbe sognato solo due mesi fa: nuova legge elettorale, abolizione delle province, dimezzamento del numero dei parlamentari, legge anti corruzione, legge sulla incandidabilità dei condannati,  magari anche conflitto d’interessi e No Tav.

Invece No, la poca lungimiranza di Grillo, la scarsa capacità di leadership di Bersani e la incapacità di fare un passo indietro di Napolitano associata alla sua mania di protagonismo, hanno portato a questo ulteriore danno a carico del Paese che aveva scelto ben altro nelle ultime elezioni. Ci tcca sopportare, ma sino a quando?,  il proseguimento del disastroso governo Monti che dovrà essere “imboccato” dai “saggi” scelti dal Capo dello Stato.
Questi saggi non sono altro che rappresentanti di PD e PDL, esperti di accordi sottobanco alla faccia degli elettori, che hanno il compito di perpetuare i privilegi della casta a danno di tutti.
Ma vediamo chi sono questi saggi con un estratto di un articolo di Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano di oggi:

“C’è Onida, corazziere ad honorem per gli immani sforzi compiuti per difendere le interferenze del Quirinale nelle indagini sulla trattativa Stato-mafia e per negare l’ineleggibilità di B., dunque molto saggio. C’è Giovannini, il presidente Istat che fu incaricato di studiare i costi della politica, ma alla fine si arrese stremato, dunque molto saggio. C’è Pitruzzella, già associato allo studio Schifani, dunque garante dell’Antitrust e molto saggio. C’è Rossi, il solito banchiere uscito dai caveau di Bankitalia, dunque molto saggio. C’è Violante, quello che si vantava con B. di non avergli toccato le tv e il conflitto d’interessi, dunque molto saggio. C’è Mauro, già Pdl, ora montiano, ma sempre Cl, dunque molto saggio. C’è Quagliariello, che strepitò in aula contro gli “assassini” di Eluana, dunque molto saggio. C’è Bubbico, già indagato e prosciolto per la buona politica in Lucania, dunque molto saggio. C’è il leghista Giorgetti, che intascò una mazzetta da Fiorani, poi con comodo la restituì, dunque molto saggio. Se questi sono saggi, i fessi dove sono?

Non ci resta che appellarci a coloro che hanno ancora qualche potere alternativo a questo tentativo di colpo di stato.
Quindi Bersani e Grillo bloccate questa  pericolosa iniziativa, fermate il tentativo di esautorare il risultato elettorale, ridate fiato alle persone, ai cittadini. No all’inciucio!

sabato 30 marzo 2013

Proposte irricevibili dagli elettori!!

Eppure le elezioni ci sono state solo un mese e una settimana fa!

Le indicazioni del risultato elettorale sono state una divisione totale: un terzo dell’elettorato ha scelto una proposta di cambiamento politico, seppur nel solco di una continuità data dalla presenza di un candidato primo ministro che da anni solca le platee nazionali,  un altro terzo ha indicato chiaramente che questo sistema non può continuare ad esistere ma va completamente riformato, mentre l’ultimo terzo continua a credere e confidare nell’uomo solo al comando.
Quello che ora emerge, dopo il preincarico a Bersani e relativo fallimento, è che sia necessario un governo del Presidente (indicato dal Presidente della Repubblica) che metta insieme rappresentanze politiche che insieme non possono stare.

I programmi presentati durante la campagna elettorale sono così diversi e incompatibili che qualsiasi governo di “unità nazionale” sarebbe un tradimento dell’elettorato. L’unico che ha un grande interesse ad un “Governissimo”  è sicuramente  Berlusconi che vede avvicinarsi  con terrore la scadenza del mandato di Napolitano, che lo ha sempre in qualche modo protetto dando indicazioni chiare alla magistratura.
Cosa succederà se il nuovo Presidente sarà eletto senza un previo accordo tra i partiti? Cosa succederà se al Quirinale salissero Zagrebelsky o Rodotà?

A Berlusconi non frega niente dell’Italia e degli italiani, interessano i suoi processi e le sue aziende, interessa che chi sale al colle non firmi le leggi su conflitto d’interessi, falso in bilancio, anti corruzione……  
Come si può chiedere che ci sia responsabilità di fronte a queste condizioni? Non siamo in presenza di una destra europea, liberale e liberista con un progetto per il paese, con la quale magari si è in disaccordo sui mezzi  per raggiungerli ma si può convenire sugli obiettivi.

Grillo dal suo canto, secondo me in parte sbagliando, sta alla finestra, reitera il proprio programma di 20 punti, molti dei quali perfettamente sovrapponibili a quelli del programma del PD, sperando nell’inciucio e in un forse improbabile successo, in una prossima tornata elettorale.
Avrei preferito un altro atteggiamento dal 5stelle, una proposta che avesse costretto il PD a scendere su un piano diverso a radicalizzare alcune posizioni, ma oramai il tempo è scaduto, un’opportunità importante forse irripetibile è stata persa.

In ogni caso non è il tempo di inciuci, se non si forma un governo su un programma condiviso che gli elettori hanno in qualche modo sottoscritto è meglio ritornare al voto. Non facciamo lo stesso errore di un esecutivo di nessuno che, per salvare qualcuno, scontenta tutti.