Non cercare di diventare una persona di successo, ma piuttosto una persona di valore (Albert Einstein)

sabato 3 novembre 2012

Diversi ma uguali!


Come tutti sanno i principali partiti si stanno dando battaglia, anche e forse soprattutto internamente, per i prossimi appuntamenti elettorali. Innanzitutto le primarie, per le elezioni regionali e per quelle nazionali.
Regole più o meno stabilite, una parvenza di democrazia diretta, ma i candidati sanno tutti di vecchio, di già visto e, ahimé, già provato.
Il risultato di queste beghe lascia indifferente la maggior parte della cittadinanza, oramai disillusa e stanca delle solite promesse, elettorali appunto, che si traducono nei fatti in una grossa tavolata comune dove spartirsi le fette di torta in maniera più o meno proporzionale.
E’ sotto gli occhi di tutti quello che è avvenuto alla regione Lazio dove, nessuno escluso, i partiti hanno aumentato i contributi ai gruppi consiliari da uno a quattordici milioni di euro; e di questa rapina ai danni dei cittadini,  ne siamo venuti a conoscenza solo grazie a una faida interna al PDL. Nessuno, dico nessuno ha sollevato obiezioni al momento della spartizione!
E’ noto a tutti quello che è avvenuto alla regione Lombardia, quella dei quindici indagati su ottanta, dove le assegnazioni di denaro pubblico a strutture private è stato utilizzato a fini personali e ha creato delle voragini che costringono al licenziamento dei dipendenti di quelle stesse strutture che hanno beneficiato dei finanziamenti pubblici.
E ancora vogliamo ricordare come CL e la Compagnia delle Opere abbiano attinto a mani basse alle casse della Regione del Celeste, alla faccia dell’onestà e della meritocrazia, solo due giorni prima dello scioglimento del consiglio regionale lombardo sono state fatte assegnazioni per 50 milioni di euro a favore di chi, neanche a dirlo, imprese e dirigenti di CL e della Compagnia delle Opere……
Ricordiamoci anche di Lusi, di Belsito, del Trota, di Penati, di Verdini, di Bertolaso, di Rosy Mauro di Fiorito….che consapevolmente si appropriavano dei soldi pubblici destinati all’attività politica dei partiti, ma ricordiamoci anche dei Rutelli, dei Bossi, dei Maroni, degli Alfano, dei Tremonti, dei Bersani, dei Bianco, degli Scaiola, tutti allineati nel giurare che tutto è avvenuto a loro insaputa. Intanto mentre questi signori si arricchivano inconsapevolmente, i cittadini stavano subendo la peggior torchiatura dal dopoguerra.
Lacrime e sangue la chiamano; ma lacrime e sangue di chi?
E oggi ci troviamo che questi schieramenti così diversi nelle intenzioni si dimostrano uguali nei comportamenti, guardate come si chiudono a riccio e contrattaccano non appena si accorgono che qualcuno rischia di rovinargli i piani e le prossime possibili abbuffate: il nemico comune è ora Grillo ed il Movimento 5 stelle.
Questi “disgraziati” del Movimento vogliono solo candidati puliti, ne condannati ne indagati, vogliono che un candidato possa essere eletto solo per due mandati o legislature, vogliono che il candidato eletto non possa rivestire altri compiti durante il suo mandato, vogliono che vengano ridotti i compensi agli amministratori (loro lo fanno già, guadagnano 2500€ al mese  ed il resto lo restituiscono all’ente che amministrano), vogliono che gli elettori, i cittadini possano sapere come vengono gestite le cose pubbliche direttamente, tramite la rete, vogliono che i candidati pubblichino curriculum e dichiarazione dei redditi, vogliono che i cittadini scelgano da chi farsi rappresentare……
Tutti dal PD al PDL sono ora uniti nel dire che fin quando si tratta di criticare va bene ma poi….. è facile fare del populismo ma quando si devono assumere responsabilità…..
Insomma hanno paura che qualcuno più giusto e più bravo di loro possa mandarli a casa per sempre, hanno paura che persone sane e capaci possano toglierli dalle posizioni di potere a cui sono ancorati da decenni.
Ed ora che appare chiaro come quel qualcuno che vuole realmente cambiare stia convincendo una parte importante del paese,  si uniscono per cercare di fermare quello che crediamo sia inarrestabile  e quindi come dice Grillo: “mandiamoli a casa”.

sabato 20 ottobre 2012

I paladini dell’ Anticorruzione


Il cittadino, il lavoratore, insomma l’uomo comune,  non ci metterebbe nemmeno un secondo per dire cosa vorrebbe da una legge anticorruzione: “che punisca i corrotti e i corruttori!”
E invece pare che il decreto di legge passato al Senato abbia più articoli che tutelano anziché punire chi ha fatto del malaffare il suo scopo principale.
Così i reati di concussione possono anche essere prescritti in minor tempo, il falso in bilancio resta non punibile penalmente e l’Italia continuerà a pagare un prezzo altissimo (la Corte dei Conti parla di 60 miliardi di euro all’anno) che sommato a quello dell’evasione, indispensabile per creare quei fondi occulti che servono per corrompere appunto, lasciano il paese all’ultimo posto in Europa e tra gli ultimi nel mondo per quanto riguarda onestà e legalità.
Non c’è più molto da dire se non che il DDL dovrà affrontare il passaggio dalla Camera dove il rischio di uscire ulteriormente indebolito è reale.
Ma cosa dovremmo aspettarci da un parlamento composto in gran misura da personaggi che se proprio non direttamente, come minimo con corruttori e corrotti hanno a che fare tutti i giorni?
Quale speranza possiamo avere di un Paese migliore se a decidere quale medicina adottare sono gli stessi che ci hanno ridotto in fin di vita?
L’unico segnale che può essere dato è quello di scegliere uomini diversi, pretendere una democrazia più partecipativa, magari adottando, come il Partito dei Pirati Tedesco, un sistema nel quale gli eletti votino le leggi in chiaro, con nome e cognome, così che il cittadino possa verificare se il proprio candidato rispetta gli impegni presi con gli elettori; così sapremmo chi  nella Regione Lazio o nella Regione Piemonte, in un grave momento di crisi che la popolazione sta pagando pesantemente, ha votato l’aumento dell’appannaggio dei gruppi consiliari di svariati milioni di euro.
Cosa sarebbe successo se si fosse saputo in diretta che mentre venivano decisi tagli alla Sanità sulle spalle dei cittadini, i consiglieri regionali del Lazio all’unanimità si spartivano il bottino?
Probabilmente non saremmo a questo punto, probabilmente non avremmo a che fare con questa classe politica, formata principalmente da non eletti (listini bloccati del “porcellum”) e da affaristi senza scrupoli che si sono comprati il posto per ottenere vantaggi e privilegi personali.
Forse il vento sta cambiando e per fargli prendere la direzione giusta bisogna evitare di dare deleghe in bianco, pretendere che le promesse elettorali vengano mantenute, pretendere di conoscere chi vota e cosa vota in parlamento.

mercoledì 17 ottobre 2012

Formigoni: Dimissioni!!!

L’amico degli amici, quello che quando Pierluigi Daccò è stato arrestato per il caso Maugeri, insieme all’ex assessore alla sanità della Regione Lombardia Antonio Simone, grande amico di Formigoni e come lui Ciellino d’antan, come Giuda ha prima negato e poi, solo di fronte all’evidenza, Daccò gli aveva pagato vacanze lussuose e messo a disposizione il suo yahct, ha ammesso di conoscerlo.
Proprio lui Roberto Formigoni, l’uomo che siede da 17 anni su quelle che oramai sono le macerie politiche istituzionali della Regione più ricca d’Italia,  nella città che una volta era considerata la capitale morale del paese.
Non si è accorto che i suoi amici, i suoi consiglieri regionali, i suoi assessori, i suoi più stretti collaboratori, ricevevano “favori” milionari, rubavano a piene mani, si facevano votare dalla ndrangheta, prendevano mazzette in ogni occasione propizia.
Lui il “Celeste”, dal 1970 è un Memor Domini ma di quanto prescrive l’appartenenza a questo gruppo sembra non esserci traccia. Ma chi sono i Momores Domini?   
I Memores Domini sono un' associazione laicale cattolica i cui membri vivono i consigli evangelici di povertà, castità perfetta e obbedienza sotto l'egida del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione, avendo come ambito di apostolato il mondo del lavoro. L'associazione viene chiamata dagli aderenti e dai simpatizzanti di Comunione e Liberazione anche Gruppo Adulto; sebbene i suoi membri provengano dal movimento fondato da Mons. Luigi Giussani, quest'ultimo non ha fondato i Memores Domini, ma ha assecondato l'aspirazione di alcuni suoi ex-studenti a vivere secondo i precetti di povertà, castità e obbedienza, nel rispetto dell'imperativo benedettino ora et labora (tratto da wikipedia).
Ecco come, qualche anno fa, Formigoni raccontava la sua scelta:
“Vivevo, come ho già detto più volte, l’esperienza del movimento di Gioventù Studentesca e conoscevo personalmente alcuni che avevano fatto quella che sarebbe stata la mia scelta. Lentamente, quasi inavvertitamente, si fece strada nello scenario del futuro anche questa, tra le altre possibilità. Determinante fu poi il rapporto con un amico più grande, con un sacerdote che mi fece capire che quella scelta di vita potesse essermi chiesta dal Padre Eterno. […] Non si deve pensare che sia stata una cosa tranquilla; non si deve pensare che dentro di me non vi siano state anche ribellioni, che più di una volta non abbia cercato di fuggire. Ma se ripenso alla mia storia, alla mia vita fino adesso, mi accorgo che il Padre Eterno mi ha sempre fatto la grazia di starmi molto vicino”.
E ora alla luce di quanto emerso in questi anni e sta emergendo in questi mesi, chiediamoci se quest’uomo era degno di occupare quella posizione, si dirà che è stato eletto da migliaia di cittadini, ma i cittadini sanno quello che gli si vuole far sapere e non diamo sempre la colpa al popolo se l’opportunità che gli viene data è di scegliere tra Barabba e il Ladrone!
Interroghiamoci se era proprio necessario arrivare a questo sfascio dell’ istituzione Lombardia per dare le dimissioni?
Ma purtroppo dobbiamo ricordarci che in questo paese le dimissioni si danno solo se si è obbligati, dalla legge o da altri interessi che superano quelli per cui si è giunti in una determinata posizione.
Aspettiamo al varco gli altri ladroni o complici dei ladroni che giungeranno numerosi alla ribalta della cronaca, assisteremo alla solita pantomima, “ho fatto il mio dovere”, mi sono comportato responsabilmente”, “l’hanno fatto a mia insaputa”, “la magistratura farà il suo corso”, ho fiducia nel lavoro dei giudici”, “anche gli altri lo fanno..” , vedremo chi per primo invertirà la tendenza a stare attaccato alla sedia nonostante tutto e tutti.
Intanto godiamoci queste dimissioni!