Non cercare di diventare una persona di successo, ma piuttosto una persona di valore (Albert Einstein)

giovedì 2 agosto 2012

Senza alternativa

Quale scelta dovrebbero fare i cittadini italiani chiamati alle urne?  Normalmente una scelta presuppone che ci siano delle alternative  (da Wikipedia: “la scelta è quel processo mentale di pensiero implicato nel giudizio del valore di diverse opzioni a disposizione che si conclude con la selezione di una di esse ai fini della conseguente azione”), quindi la scelta si basa su ciò che si ritiene essere il meglio o il meno peggio rispetto alle alternative conosciute.
Quindi di fronte all’urna, nel momento in cui si dovrà esprimere una preferenza, si sarà preventivamente valutato quale schieramento, partito o movimento indicare con il nostro voto. E qui viene il difficile, perché distinguere tra una forza politica e l’altra è davvero arduo, non passa giorno che i rappresentanti dei partiti si rubino la scena per dichiarare di essere diversi ma alla prova dei fatti approvano o bocciano gli stessi provvedimenti.
Risulta pressoché impossibile identificare politicamente la sinistra dalla destra, l’unico modo per riuscirci è quello di sapere da chi sono espresse certe posizioni,  “piuttosto che votare Grillo meglio votare il PDL”; “Sì all’alleanza con l’UDC”; “ sulle pensioni abbiamo scelto una linea di responsabilità…” ; “se fossi un operaio di Pomigliano voterei Sì al referendum Marchionne…”.
Sembrerebbero tutte posizioni espresse da un centro destra conservatore ed in vece sono espresse in ordine da Enrico Letta (degno nipote di Gianni), da Nichi Vendola (o come qualcuno ha twittato Nichi Vendutola), da Pierluigi Bersani(l’usato sicuro) e da quasi tutti i rappresentanti del PD (meno male che stanno dalla parte dei lavoratori!).
A noi cittadini italiani non resta che guardare sconsolati questo teatrino vergognoso, cercando un’alternativa che, nelle forze politiche istituzionali appare non esserci più o forse non esserci realmente mai stata. Però abbiamo comunque la possibilità di fare qualcosa: non votare questi uomini che oramai rappresentano solo gli interessi di casta.

mercoledì 1 agosto 2012

Tutto, meno quello che serve

Giorno dopo giorno si va delineando un quadro sconsolante, la disoccupazione a livelli mai visti, soprattutto quella giovanile, la riduzione degli ammortizzatori sociali, l’aumento del costo dei ticket per i medicinali e per  le prestazioni sanitarie, l’aumento delle tasse universitarie, la pressione fiscale alle stelle.
Inoltre dobbiamo sorbirci le pantomime di politici che, nonostante siano la causa principale del dissesto economico italiano insieme ai manager pubblici e privati, che in questi anni l’unica cosa che sono riusciti a fare veramente bene è stata quella di aumentarsi i compensi, a suon di centinaia di migliaia di euro, non hanno nessuna intenzione di mollare il colpo, anzi rilanciano, si presentano come i salvatori della patria.
In questi giorni tra l’altro gli argomenti alla ribalta, oltre le Olimpiadi di Londra, sono le intercettazioni telefoniche e la vergognosa presa di posizione di tutta la casta contro la Procura di Palermo (ma non era quella di Milano, la ribelle da rimettere in riga?) rea di aver indagato e di indagare i rapporti stato-mafia.
Quello che non è riuscito a Berlusconi riuscirà a Napolitano e C.? Dietro la bufala delle intercettazioni al Capo dello Stato (non era il suo telefono ad essere intercettato, bensì quello di Mancino che è indagato per falsa testimonianza sulle note vicende delle trattative Stato-Mafia) si cela la volontà di andare avanti con la legge bavaglio.
Quello che si sta facendo, quello che i nostri politici stanno facendo è di perpetuare una situazione di loro privilegio ed impunità rispetto a tutti gli altri cittadini.
La spending review funziona per i deboli ma non per i forti; quindi via libera all’aumento delle tasse universitarie (non solo per i fuori corso) che porterà ad un ulteriore divario tra le classi, con il tentativo di perpetuare la condizione di  chi non può permettersi l’iscrizione, favorendo di contro l’accesso a tutti coloro che pur non avendone i meriti hanno però i mezzi(economici). Così domani ancora più di oggi, i medici saranno i figli di medici, gli ingegneri figli di ingegneri, gli avvocati figli di avvocati….
Ovviamente non si toccano la case farmaceutiche che hanno minacciato la perdita di 150.000 posti di lavoro se non veniva rivista la proposta di legge che prevedeva la prescrizione in ricetta del principio attivo di un farmaco da parte del medico anziché il nome definito di un farmaco.
La minaccia è andata sino a far dichiarare che ne avrebbe perso anche il turismo “congressuale”, quello che con i nostri soldi viene gentilmente offerto dalle case farmaceutiche ai medici, in quanto Federfarma ha sostenuto che con questa legge le case farmaceutiche non avrebbero più potuto offrire ai medici le sessioni formative/informative sui farmaci in amene località……con un grave nocumento anche alle località  ed alle strutture alberghiere interessate.
Come sempre quello che serve per il paese non viene fatto: servirebbe migliorare ed aumentare l’istruzione e se ne impedisce il libero accesso; servirebbe eliminare le sacche di malaffare e corruzione e ci si fa ricattare da questa o quella lobby; servirebbe creare nuovi posti di lavoro e si procrastinano le pensioni a 67 anni, impedendo di fatto l’accesso al mondo del lavoro ai giovani; sarebbe necessario investire e si taglia indiscriminatamente colpendo soprattutto chi ha sinora fatto bene; le Banche sostenute dagli stati non danno il credito necessario per andare avanti a chi lo merita , mentre le imprese  corrotte hanno dalla loro sia banche sia amici potenti che gli permettono di non preoccuparsi della concorrenza e di mantenere alti i profitti, intanto le imprese sane chiudono lasciando a casa migliaia di lavoratori.

lunedì 30 luglio 2012

Vogliamo ancora questi?

Quello che pare stia succedendo è che si vada incontro ad un’altra colossale truffa a danno degli italiani. Il grande “inciucio” (il termine deriva dall'espressione dialettale napoletana 'nciucio che significa spettegolare parlando fitto ed a bassa voce ed indica, in termini politico giornalistici, un accordo sottobanco, un compromesso riservato tra fazioni formalmente avversarie, ma che in realtà attuano, anche con mezzi ed intenti poco leciti, una logica di spartizione del potere).
Tutto ciò che i nostri politici, nostri solo perché ce li ritroviamo grazie al porcellum ed alle conseguenti liste blindate, stanno rappresentando in questi mesi non è che il teatrino per cercare di recuperare quei consensi che crediamo e speriamo abbiano definitivamente persi.
Oramai siamo di fronte un unico grande partito della spartizione. A ben vedere non ci sono più una destra e una sinistra, ma solo schieramenti che con politiche pressoché identiche cercano di mantenere o incrementare posizioni di potere per poter garantire privilegi al proprio circolo affaristico.
Dietro la falsa “volontà di cambiare”, di “assumersi responsabilità”, di “garantire le riforme”, come tutti i giorni dichiarano gli illustri rappresentati della casta, si nasconde il più bieco modo di fare affari a scapito della comunità che come al solito viene blandita, ingannata e tartassata.
Adesso, tra ridiscese in campo, proposte e (pseudo)accordi di riforma elettorale, ci ritroviamo in campagna elettorale; una campagna elettorale che come il solito si basa su promesse che non verranno mantenute, nella quale i partiti si presentano senza idee originali, nella quale i candidati sono gli stessi che hanno portato il paese allo sfascio, nella quale questi partiti e questi politici vorrebbero essere legittimati dal nostro voto.
Ma siamo proprio sicuri di volere ancora questi?