Non cercare di diventare una persona di successo, ma piuttosto una persona di valore (Albert Einstein)

giovedì 5 gennaio 2012

Sottosopra!

In Italia sembra che i ricchi siano i lavoratori dipendenti ed i pensionati!
Tant’è che Equitalia ricerca gli “evasori” principalmente tra queste categorie o tra quegli imprenditori onesti, e ce ne sono, che malauguratamente hanno fatto l’errore di pagare le tasse e quindi sono controllati e tartassati ( sono ben 18 gli imprenditori che si sono suicidati dopo aver ricevuto cartelle esattoriali senza sconti di sorta! Forse non fanno parte di quei grandi evasori che il nostro ordinamento garantisce).
Pensate che solo un migliaio di evasori sopra i 500mila euro sono stati individuati nel 2009 e hanno pagato solo l’11% di quanto avrebbero dovuto; provate voi a chiedere uno sconto dell’89% ad EQUITALIA perché magari avete commesso un errore nel compilare la dichiarazione dei redditi, o avete omesso di inserire qualche entrata!!!
Le imposte dirette e indirette, per chi le paga, pesano per ben il 51% del reddito lordo; le pagano gli “italiani ricchi”: pensionati e dipendenti!
Il nostro Ministero della difesa ha commissionato 131 cacciabombardieri alla Lockeed Martin per un importo di 15 miliardi di euro; gli F35, questi gli aerei commissionati, sembra abbiano non pochi difetti tanto che la ricca e civilissima Norvegia ha già disdetto il suo ordine e gli Stati Uniti stanno pensando di farlo.
Solo noi, uno dei paesi più a rischio bancarotta,  imperterriti andiamo incontro ad un disastro sia tecnico, perché gli aerei non sembrano il top in circolazione, sia economico in quanto il loro inutile costo, pari a mezza manovra economica, se non esborsato  avrebbe salvato o potrebbe salvare gli italiani da almeno una fetta di imposte e aumenti, o essere utilizzato per il tanto declamato sviluppo.
In Germania, la cui crescita economica è seconda sola a quella della Cina e di pochissimi altri paesi emergenti,  i sindacati sono forti ed uniti, gli operai hanno rappresentanze nei consigli di amministrazione delle aziende, i salari sono quasi doppi rispetto ai nostri.
L’Italia paese a crescita sottozero, che si chiama recessione, cerchiamo di dividere i sindacati, di vessare i lavoratori, soprattutto quelli di livello più basso, di aumentare le ritenute alla fonte.
Infine a Cortina si è scoperta l’acqua calda: durante un controllo effettuato sul posto da ispettori dell’Agenzia delle Entrate è risultato che i possessori di auto di gran lusso per ben due terzi hanno dichiarazioni dei redditi inferiori ai 30 mila euro annui lordi, o sono proprietari di aziende in perdita. Contemporaneamente, mentre gli ispettori effettuavano i controlli, gli introiti di negozi e ristoranti hanno avuto un’impennata del 400% rispetto allo scorso anno (gli ispettori portano bene a Cortina ed ai suoi commercianti)!
Le reazioni che non ti aspetti arrivano puntuali dalla casta politica, quella che non vuole che gli si facciano in conti in tasca: Cicchitto e Gelmini insieme al Sindaco di Cortina e a tanti altri privilegiati gridano allo scandalo asserendo che quelle dell’Agenzia delle entrate  sono azioni da lotta di classe, “non si può tartassare gli albergatori e i negozianti nel periodo in cui devono maggiormente lavorare….”.
Non abbiamo sentito così tanti accorati appelli dei politici nei confronti degli 800 lavoratori delle ferrovie a cui è stato tolto il lavoro o verso tutti quei lavoratori che con il nuovo anno si sono visti recapitare la letterina di licenziamento.
Dov’è finito Robin Hood?

mercoledì 4 gennaio 2012

Lavoro e crisi

Credo che uno dei principali fattori di civiltà di un paese sia lo sviluppo del mondo del lavoro.
In Italia la disoccupazione è a livelli altissimi, soprattutto quella giovanile che raggiunge anche il 30% della popolazione dai 15 ai 35 anni.
Uno dei baluardi a difesa del lavoro è lo “Statuto dei Lavoratori” che è stato promulgato con la legge 300 del 20 Maggio 1970 ed è il frutto di una battaglia durata decenni per cercare di dare dignità al mondo del lavoro ed ai suoi principali protagonisti, i lavoratori, che fino ad allora erano stati più o meno sfruttati a piacimento dai “padroni”, come si chiamavano allora gli imprenditori..
La prima azione che ogni governo dovrebbe fare è assicurare ai giovani un’entrata certa nel mondo del lavoro, mentre in questi anni ci si è concentrati soprattutto nel facile profitto di poche aziende che hanno sfruttato e sfruttano il lavoro giovanile e quello degli immigrati, tanto che negli ultimi dieci anni si è assistito ad un generale impoverimento delle classi medio basse che hanno visto ridursi il proprio potere di acquisto di ben 5000€ annui (dati ISTAT) e ad un arricchimento di quegli imprenditori che hanno, usando mezzi illeciti (lavoro nero ed evasione delle imposte) e leciti (interpretando a loro favore la legge Biagi, quella dei contratti a progetto), visto incrementare notevolmente i loro profitti.
La situazione oggi è di una gravità assoluta e non si risolve certo rendendo flessibile il lavoro, nel senso che la flessibilità di cui si parla è sempre e solo quella del lavoratore e che per flessibilità si intende quasi sempre la possibilità di licenziare o sospendere il lavoratore a seconda delle voglie, delle capacità o dell’onestà del datore di lavoro.
Pensiamo a cosa hanno fatto Marchionne con l’appoggio scellerato di Sacconi (il peggior ministro del lavoro della storia repubblicana), di Bonanni (segretario della CISL con la voglia di entrare in parlamento) e di Angeletti (segretario UIL un signor nessuno senza idee proprie)! Contravvenendo a quelli che sono i dettami costituzionali (art.1, art.4, art.35, art.36, art.37 della Costituzione Italiana) questa cricca ha dapprima obbligato i lavoratori ad un voto illiberale (la scelta posta al lavoratore era tra accettare le limitazioni richieste da Marchionne o perdere il lavoro!) e poi ha consentito e consente l’impoverimento continuo della FIAT che, unica azienda automobilistica in Europa, continua a perdere fette consistenti di mercato con il rischio concreto di perdere migliaia di posti di lavoro nel giro di pochi mesi; E’ questo il risultato di quello scellerato accordo che doveva portare investimenti e sta portando al fallimento della più grande azienda italiana!
Il problema vero dell’Italia è che c’è un buco di 200.000.000.000 di euro all’anno che se ne vanno in evasione e corruzione!
Il problema non sono i lavoratori, il problema sono i furbetti, il problema è una sottocultura che privilegia chi ruba a danno di chi è onesto.
Siamo ai primi posti al mondo per corruzione ed agli ultimi posti per cultura, siamo ai primi posti in Europa per disoccupazione e siamo agli ultimi posti per libertà di stampa, siamo al primo posto per compensi ai politici ed all’ultimo posto come stipendi medi ai lavoratori, siamo al primo posto per pressione fiscale ed all’ultimo per servizi alla cittadinanza…..
E tutto ciò che si vuol fare è riformare il lavoro, cioé penalizzare i lavoratori!

lunedì 26 dicembre 2011

L’eredità di Giorgio Bocca

Si potrà condividere o meno, il contenuto dei suoi innumerevoli articoli ma certamente tutti devono riconoscere la costante lotta di quest’uomo per la giustizia, la libertà, il progresso dell’Italia.

Giorgio Bocca, il partigiano giornalista che attraverso i suoi articoli ci ha aiutato a comprendere meglio il nostro paese è morto ieri a 91 anni e voglio ricordarlo con le parole che disse durante un’intervista a l'Espresso: «Sono certo che morirò avendo fallito il mio programma di vita: non vedrò l’emancipazione civile dell’Italia. Sono passato per alcuni innamoramenti, la Resistenza, Mattei, il miracolo economico, il centro-sinistra. Non è che allora la politica fosse entusiasmante, però c’erano principi riconosciuti: i giudici fanno giustizia, gli imprenditori impresa. Invece mi trovo un paese in condominio con la mafia. E il successo di chi elogia i vizi».

Bene, partendo da queste parole mi rivolgo a quelli che ancora credono sia possibile cambiare questo paese per dire che la giustizia e l’equità vanno perseguite sempre!

Cari politici che vi riempite la bocca di <<faremo>>, <<siamo preoccupati>>, <<lavoriamo seriamente>>, siamo stanchi di barzellette, siamo stanchi di proclami che hanno il solo scopo di portare voti al proprio orticello ma che dietro non hanno niente di concreto; non uno di voi si è schierato in maniera chiara, tutti cercate di conquistare una fetta di elettorato solo per mantenere i privilegi per voi e la vostra corte a scapito dei tanti italiani che hanno creduto alle vostre parole.

Dietro proclami di preoccupazione, indignazione, ci sono accozzaglie di uomini uniti solo da interessi privati che hanno come vittima prestabilita quello Stato che giurano di servire.

Riprendiamoci questi valori, ricominciamo a valutare chi ci fa promesse a piene mani e poi ci massacra di tasse e disservizi, affrontiamo a viso aperto chi ci mente spudoratamente, rifiutiamo di credere alle tante parole senza il loro seguito di fatti, cerchiamo un ‘informazione più vasta e completa, chiediamo trasparenza………… e forse vedremo un paese migliore, il paese che avrebbe voluto vedere Giorgio Bocca: ……dove i giudici fanno giustizia, gli imprenditori l’impresa…...